The Lone Ranger Premiere a Berlino | The Lone Ranger: Berlin premiere announced
Annunciata la Premiere di Berlino del film The Lone Ranger che si terrà il 19 luglio sul tappeto rosso che verrà allestito a Potsdamer Platz on the red carpet. Alla Premiere parteciperà tutto il cast del film!
Johnny Depp arrives to the “Lone Ranger” premiere in Berlin
Also Armie Hammer & Helena Bonham Carter here
Posted on: 19.06.2013 at 15:31 ”
Already takes place in a month in Berlin class event held in which especially the female fans will get their money. Johnny Depp and the floats celebrating the Germany premiere of his new film “Lone Ranger” !
Today it was announced that the heartthrob on 19 July will run at Potsdamer Platz on the red carpet. In his luggage he has his co-star Armie Hammer (“Mirror, Mirror”), screen beauty Ruth Wilson (Anna Karenina) and character actress Helena Bonham Carter (“Alice in Wonderland,” “Harry Potter”) and director Gore Verbinski and success producer Jerry Bruckheimer.
Fans are strongly encouraged at the premiere. Johnny Depp will fulfill requests for autographs and can be safely photographed with one or the other fan.
The Lone Ranger – “White Horse” Spot
Un nuovo spot di The Lone Ranger. Film Disney con Johnny Depp ed Armie Hammer, che uscirà nelle sale il prossimo 3 luglio!
Lone Ranger exclusive clip, working with Silver
Una bellissima Featurette in cui vengono mostrate scene dal dietro le quinte del film. Johnny Depp e Amrie Hammer alle prese con Silver il cavallo bianco protagonista del film Disney che uscirà nelle sale americane e Italiane il prossimo 3 luglio:
Johnny Depp Rolling Stone Magazine – July 4 Issue
Johnny sulla copertina di Rolling Stone Magazine, nei panni di tonto! Uscirà il prossimo 4 luglio!
Johnny Depp: un fuorilegge verso i 50 anni
Single, sobrio e ancora si chiede qual è il senso di tutto…
A volte, magari verso tarda notte, sul posto, dopo che ha messo giù la sua chitarra o chiuso uno dei quattro o cinque libri che ha letto o ha spento la televisione più schifosa che si possa immaginare, Johnny Depp inizia a porsi delle domande.
Oggi, nel suo ufficio di Los Angeles, in una pausa dalle riprese di una cosa di fantascienza chiamata “Transcendence” ad Albuquerque, fresco della festa del quattordicesimo compleanno di sua figlia, celebrato la sera prima, Depp sta pensando, forse. “Mi sbatto i 50 anni nel c*lo” aveva detto solo un paio di settimane prima della fine dei suoi quaranta anni. “Non posso dire che lo vorrei fare per altri 10 anni.”
Le tentazioni di ritirarsi gli vengono “ogni giorno”, dice. Ma nulla d’imminente. “Mentre ho l’opportunità, il desiderio e la scintilla creativa di fare le cose che posso fare in questo momento, penso che le dovrei fare” racconta, “e poi, ad un certo punto, basta prendere il minimo e concentrarsi a vivere la vita. Viverla veramente. E andare da qualche parte dove non c’è bisogno di dover scappare, o entrare di nascosto attraverso la cucina o il labirinto sotterraneo dell’hotel. Ad un certo punto, quando si diventa abbastanza vecchi ti rendi conto di aver vissuto la vita come un fuggiasco.”
Quando Depp lascia andare la sua mente, ecco cosa pensa: “c’è una grande parte di me che ha delle profonde preoccupazioni verso il mondo, come succede a tutti. Se per qualche ragione si è sensibili all’argomento e continui ad assorbire e riassorbire, diventi pazzo. Le persone combattono perchè ognuna di loro crede che il suo Dio sia migliore dell’altro. E miliardi di miliardi di persone muoiono. Selvaggiamente. Orribilmente. Persone innocenti. E, voglio dire, non si può far nulla – non siamo macchine che ricevono e poi sputano fuori le informazioni. Non si può fare. Quindi in qualche modo ti devi proteggere”.
A Johnny sono stati prescritti gli occhiali sin dalla nascita perchè è sostanzialmente “cieco” come un pipistrello in una maniera che è anche impossibile da correggere, perciò non si può far nulla sul suo occhio sinistro.
“Vedo tutto molto, molto sfocato” dice, “la mia visione non è mai stata limpida.” L’occhio destro è semplicemente miope (e ultimamente,ipermetrope). Così ogni volta in cui recita – a meno che non sia abbastanza fortunato da girare una scena in cui il suo personaggio indossi gli occhiali da sole – Depp riesce a vedere solo a pochi centimetri dal suo viso.
Ci sono stati di recente, molti cambiamenti nella vita di Depp. Nel suo ufficio mentre sorseggia una birra analcolica dopo un anno e mezzo che non beve più, non usa i termini “ho smesso”, ma dice: “ho appena capito che ho praticamente provato tutto quello che c’era da provare. Ho studiato il vino ed i liquori a fondo e sicuramente anche loro mi hanno studiato a fondo ed abbiamo entrambi scoperto che abbiamo legato magnificamente insieme, ma un po’ troppo forse.”
Non si considera alcolizzato. “No,” dice. “Non sono fisicamente dipendente dall’alcool. No, non è più la mia medicina che usavo nel corso degli anni solo per calmare la confusione. Una volta che la confusione finisce, gli effetti nel cervello possono diventare tremendi”.
Lui era davvero bravo a bere, non ha avuto difficoltà a tenere il passo con Hunter Thompson. “Forse è per questo che Hunter ed io andavamo così d’accordo,” dice. “Sono in grado di continuare per lunghi periodi di tempo, anche per settimane. Non c’è un perchè se smetti. Ti rendi solo conto che non tratteresti così la tua auto.”
Lui aveva anche smesso di fumare per due anni e mezzo finchè il regista di The Rum Diary, Bruce Robinson, non gli ha offerto una tirata dalla sua sigaretta dopo che un giorno avevano finito di girare. “La nicotina ti stimola e allora ecco che ci ricadi e che torni ad essere un fumatore. Un drogato di quella roba.”
Il suo più grande cambiamento recente è una questione delicata: la sua separazione da Vanessa Paradis, sua compagna per 14 anni e madre dei suoi due figli. “Gli ultimi due anni sono stati un po’ traballanti” dice lentamente. “A volte, certamente sgradevoli, ma questa è la natura delle rotture immagino, soprattutto quando sono coinvolti dei bambini.”
“Le relazioni sono molto difficili” dice in un altro momento, “soprattutto nel racket in cui mi trovo perché sono costantemente lontano o sono lontani loro e quindi è difficile. Non è stato facile per lei. Non è stato facile per me. Non è stato facile per i bambini . Quindi si. La direzione di quella relazione, te la giochi finchè puoi ed una cosa tira l’altra. Quindi, qualsiasi sia il motivo per il quale finisca, rimane pur sempre il fatto che ci tieni a quella persona ed è la madre dei tuoi figli e rimarrai sempre in contatto con lei facendo ognuno sempre parte della vita dell’altro per quei figli. Puoi fare del tuo meglio.”
I tabloid hanno parlato molto di Depp che passava il tempo col suo affezionato compagno Marilyn Manson, proprio sulla scia della rottura – come se fosse andato dal seno della sua famiglia a l’abbraccio di Satana. “Johnny ed io non siamo mai stati compagni di ubriachezza” spiega Manson, “anche se è stato lui che mi ha fatto conoscere l’assenzio e lo maledico per quello…. credo che sia stato una specie di destino a farci riunire ancora una volta ultimamente. Stavamo entrambi avendo alcune difficoltà mentali e di vita e stare con lui mi ha reso più felice ed anche lui sembrava più felice. Si potrebbe definire un “bromance”. Il cantante dice che nessuno era più disturbato della sua fidanzata riguardo al loro riavvicinamento. “Fu qualcosa che terrorizzò la ragazza con cui stavo. Diceva cose tipo: ‘sì, te ne vai in giro con Johnny Depp, lui è single’ ed intendeva proprio la cosa peggiore che qualsiasi ragazza avesse mai sentito. Ma lui si sorprende che le ragazze gli vogliono parlare. Ecco quant’è infantile ancora, in senso buono. Giuro su Dio che non se ne rende conto.”
Depp (che si stava vedendo con l’attrice Amber Heard), ha anche passato del tempo con un amico che solo recentemente ha avuto modo di conoscere di persona: Damien Echols del West Memphis Three, che ha passato 18 anni in carcere per degli omicidi che le prove indicano che non ha commesso. Depp ha finanziato e sostenuto il suo caso per anni. Lo ha portato anche a mangiare a casa sua ed i due si sono fatti cinque o sei tatuaggi insieme, tra cui il corvo che è sulla testa di Depp in The Lone Ranger. “Ogni volta che stiamo insieme” dice Echols, “non è come stare con una star del cinema. E’ come se fossi a casa. Mi sento a casa mia.”
Anche se Depp da giovane era noto per episodi di dissolutezza e di camere d’albergo sfasciate, ora insiste sul fatto che questa volta non è così. “Riguardo alla separazione, io sicuramente non avevo intenzione di fare affidamento sul bere per facilitare le cose o attutire il colpo ed attenuare la situazione” dice Depp, “perche avrebbe potuto rivelarsi fatale. Ho sentito che era mio dovere essere reale e chiaro su tutto questo. Ho dovuto concentrarmi su qualcosa di molto serio, davvero, ed è stato assicurarmi che i miei figli sarebbero stati bene.”
Gli stessi genitori di Depp divorziarono quando lui aveva 15 anni e la prse male. Così quando si parla della separazione, non fa che tornare e ritornare sull’argomento dei figli. “Sono stati incredibilmente comprensivi ed incredibilmente forti per tutto il periodaccio” dice, “ed è difficile per tutti. Sai cosa intendo, per Vanessa non è stata certamente facile. Per me neanche e per i figli è ancora più complicato. Il fatto è che loro vengono per primi. Non puoi proteggerli, perché allora mentiresti. Così puoi almeno essere onesto con loro e dirli la verità assoluta senza stare a fingere.” Dice che il non bere lo ha aiutato in questo e che gli permette di “stringere i denti e di adattarsi alla vita reale, adattandosi con chiarezza.”
Il percorso deviato della carriera di Depp – il suo rifiuto di portarsi la pistola e scop**si la ragazza nei film – lo a portato a un sacco di grandi interpretazioni negli anni novanta, da Ed Wood a Paura e delirio a Las Vegas, fallendo però dal diventare una superstar commerciale finchè non ha interpretato il Capitano Jack Sparrow e da lì, come dice sempre lui, “le cose sono impazzite” – e la sua carriera appare ora come una tra le più longeve della storia di Hollywood.
“Coprirsi di trucco ti rende più facile guardare qualcun altro” dice Depp, “è più facile guardare la faccia di qualcun altro che la tua.”
Depp si presenta come un musicista rock, ma parla come uno scrittore, torna indietro sulle sue frasi come se stesse cercando il tasto di cancellazione per rivedere come va. E’ un autodidatta la cui vita è stata cambiata dal suo nomadismo e ha mantenuto un diario per vent’anni, che è come una specie di terapia mai elaborata.
“Non direi che la mia gioventù fosse il modello perfetto riguardo al crescere un bambino” dice. “E’ stata un’educazione piuttosto violenta. Se facevi qualcosa di sbagliato, venivi picchiato. Ma anche quando non lo facevi venivi picchiato. Ma i miei genitori hanno fatto del loro meglio con quello che sapevano e così ho compreso che mi piacerebbe fare del mio meglio con quello che so, che è stato fare praticamente il contrario di quello che facevano loro – e penso che andrà bene così. Non è per dire che erano cattivi genitori, perché non lo erano. Solo che non conoscevano altre maniere ed era un’epoca molto diversa.”
Suo padre era un ingegnere civile, la madre lavorava come cameriera, “Mia madre è stata cresciuta in una baracca, dove il bagno era una latrina.” Dice Depp. “Diceva che faceva le stesse cose che aveva fatto sua madre – che non conosceva di certo una maniera migliore. “Ad i miei figli viene detto 75 volte al giorno che li vogliamo bene. Quello che so è che si sentono amati, sicuri, felici ed indispensabili come se fossero parte di qualcosa.”
Il fatto di spostarsi gli fa ancora male. “Quando arriva il momento di fare la valigia anche solo per andare in vacanza, mi sento un relitto, accidenti” dice, “perché non ci riesco. Mi ricorda tanto quando mi dovevo trasferire di continuo e ho dovuto vivere un’esistenza da vagabondo, veramente, per tanti anni.”
E’ ancora dell’idea di fuggire per un po’, facendo qualcos’altro. “C’è una grande parte di me che pensa che non sarebbe poi così male se mollassi per qualche anno” dice, “non sto necessariamente dicendo che ho voglia di uscire e avere una nuova carriera, perche ho sempre pensato che è un po’ strano quando le persone lo fanno.”
Ma la verità è che ha già avuto molte delle risposte che stava cercando quando è nata sua figlia, Lily-Rose. “Quando è nata è stato davvero come se mi è stato tolto un velo e le cose sono diventate più chiare e ho capito che era questo ciò che necessitavo e che contava, quella bella creatura che aveva contribuito a creare. Ed ancora non so, non sono sicuro quale sia il significato della vita e se ne abbia uno. Ma finché hai l’opportunità di respirare, respira. Finché hai la possibilità di far sorridere e ridere il tuo bambino, continua così.”
Johnny non crede in Dio, nè nell’esistenza degli spiriti, ma per quello che conta li ha cercati. “Penso che siamo qui ed è abbastanza” dice, “dopo ci putrefiamo in balia dei vermi.”
Per un po ‘, ha pensato che sarebbe stato bello far gettare il suo corpo da un dirupo quando sarebbe morto. “Gettarlo da una montagna in maniera tale che la gente possa vederlo rimbalzare” dice, “tanto vale divertire la gente, o forse salverei solo i tatuaggi perchè potrebbero rivoluzionare quello che accadrebbe dopo la morte. Estrapolerei tatuaggi e li incornicerei per preservarli – questo non sembra affatto macabro, non è vero? No. E’ assolutamente figo. Lo immagini? ‘Che cosa sono questi?’ ‘Oh, i tatuaggi di mio padre appesi sul muro. Ecco il mio papà spiaccicato contro il muro.’”
C’è inoltre la voce che Depp sente nella sua testa a volte – sempre in verità. E’ il ringhio di Marlon Brando e questo è quello che dice: “Fanc**o. Fanc**o. Non hai bisogno di questa mer*a. Fanc**o” Depp ride forte a riguardo come se Brando gli stesse urlando nell’orecchio: “Marlon è arrivato ad un punto della sua vita in cui ha detto: ”non mi interessa” dice Depp sorridendo alla fine, “e questo dev’essere una specie di nirvana. E’ la libertà.”
TRADUZIONE A CURA DI DARK LADY DEL DEPP HEAVEN
Si Ringrazia la Zone
For No Good Reason al Biografilm festival vince il premio Richard Leacock Award
Ad aggiudicarsi il premio Richard Leacock Award | Biografilm Festival 2013 come migliore opera prima è il documentario di Charlie Paul For No Good Reason, risultato di lunghi anni di lavoro. Entusiasta, la produttrice Lucy Paul ha spiegato: «È il primo festival che accoglie il nostro film e siamo felici della reazione che ha suscitato. Il documentario è cresciuto insieme ai nostri figli, e speriamo che possa essere d’ispirazione per chi lo ha visto».
I nostri complimenti vanno a tutto al cast del documentario!






































