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Depp Heaven interview Tim Burtont
aprile: 2014
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Interview

Johnny Depp ai microfoni della CBS Sunday Mornigng | Johnny Depp Speaks With ‘CBS Sunday Morning’

Spettacolare video di Johnny Depp ospite della CBS in cui ci parla del nuovo film The Lone ranger, nel quale interpreta il ruolo principale “Tonto” un nativo americano che aiuta il Lone Ranger nella sua missione. Il film esce nelle sale Americane e Italiane il 3 luglio:

Video – The Lone Ranger: Interview with Johnny Depp

Intervista di Johnny Depp sulla sua attrazione al ruolo, la storia di Tonto e il suo primo incontro con Jerry Bruckheimer, mentre era nei panni di Tonto.

Thanks to JD-Zone!

Johnny Depp Rolling Stone Magazine – July 4 Issue

Johnny sulla copertina di Rolling Stone Magazine, nei panni di tonto! Uscirà il prossimo 4 luglio!

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Johnny Depp: un fuorilegge verso i 50 anni
Single, sobrio e ancora si chiede qual è il senso di tutto…

A volte, magari verso tarda notte, sul posto, dopo che ha messo giù la sua chitarra o chiuso uno dei quattro o cinque libri che ha letto o ha spento la televisione più schifosa che si possa immaginare, Johnny Depp inizia a porsi delle domande.

Oggi, nel suo ufficio di Los Angeles, in una pausa dalle riprese di una cosa di fantascienza chiamata “Transcendence” ad Albuquerque, fresco della festa del quattordicesimo compleanno di sua figlia, celebrato la sera prima, Depp sta pensando, forse. “Mi sbatto i 50 anni nel c*lo” aveva detto solo un paio di settimane prima della fine dei suoi quaranta anni. “Non posso dire che lo vorrei fare per altri 10 anni.”

Le tentazioni di ritirarsi gli vengono “ogni giorno”, dice. Ma nulla d’imminente. “Mentre ho l’opportunità, il desiderio e la scintilla creativa di fare le cose che posso fare in questo momento, penso che le dovrei fare” racconta, “e poi, ad un certo punto, basta prendere il minimo e concentrarsi a vivere la vita. Viverla veramente. E andare da qualche parte dove non c’è bisogno di dover scappare, o entrare di nascosto attraverso la cucina o il labirinto sotterraneo dell’hotel. Ad un certo punto, quando si diventa abbastanza vecchi ti rendi conto di aver vissuto la vita come un fuggiasco.”

Quando Depp lascia andare la sua mente, ecco cosa pensa: “c’è una grande parte di me che ha delle profonde preoccupazioni verso il mondo, come succede a tutti. Se per qualche ragione si è sensibili all’argomento e continui ad assorbire e riassorbire, diventi pazzo. Le persone combattono perchè ognuna di loro crede che il suo Dio sia migliore dell’altro. E miliardi di miliardi di persone muoiono. Selvaggiamente. Orribilmente. Persone innocenti. E, voglio dire, non si può far nulla – non siamo macchine che ricevono e poi sputano fuori le informazioni. Non si può fare. Quindi in qualche modo ti devi proteggere”.

A Johnny sono stati prescritti gli occhiali sin dalla nascita perchè è sostanzialmente “cieco” come un pipistrello in una maniera che è anche impossibile da correggere, perciò non si può far nulla sul suo occhio sinistro.
“Vedo tutto molto, molto sfocato” dice, “la mia visione non è mai stata limpida.” L’occhio destro è semplicemente miope (e ultimamente,ipermetrope). Così ogni volta in cui recita – a meno che non sia abbastanza fortunato da girare una scena in cui il suo personaggio indossi gli occhiali da sole – Depp riesce a vedere solo a pochi centimetri dal suo viso.

Ci sono stati di recente, molti cambiamenti nella vita di Depp. Nel suo ufficio mentre sorseggia una birra analcolica dopo un anno e mezzo che non beve più, non usa i termini “ho smesso”, ma dice: “ho appena capito che ho praticamente provato tutto quello che c’era da provare. Ho studiato il vino ed i liquori a fondo e sicuramente anche loro mi hanno studiato a fondo ed abbiamo entrambi scoperto che abbiamo legato magnificamente insieme, ma un po’ troppo forse.”

Non si considera alcolizzato. “No,” dice. “Non sono fisicamente dipendente dall’alcool. No, non è più la mia medicina che usavo nel corso degli anni solo per calmare la confusione. Una volta che la confusione finisce, gli effetti nel cervello possono diventare tremendi”.
Lui era davvero bravo a bere, non ha avuto difficoltà a tenere il passo con Hunter Thompson. “Forse è per questo che Hunter ed io andavamo così d’accordo,” dice. “Sono in grado di continuare per lunghi periodi di tempo, anche per settimane. Non c’è un perchè se smetti. Ti rendi solo conto che non tratteresti così la tua auto.”

Lui aveva anche smesso di fumare per due anni e mezzo finchè il regista di The Rum Diary, Bruce Robinson, non gli ha offerto una tirata dalla sua sigaretta dopo che un giorno avevano finito di girare. “La nicotina ti stimola e allora ecco che ci ricadi e che torni ad essere un fumatore. Un drogato di quella roba.”

Il suo più grande cambiamento recente è una questione delicata: la sua separazione da Vanessa Paradis, sua compagna per 14 anni e madre dei suoi due figli. “Gli ultimi due anni sono stati un po’ traballanti” dice lentamente. “A volte, certamente sgradevoli, ma questa è la natura delle rotture immagino, soprattutto quando sono coinvolti dei bambini.”

“Le relazioni sono molto difficili” dice in un altro momento, “soprattutto nel racket in cui mi trovo perché sono costantemente lontano o sono lontani loro e quindi è difficile. Non è stato facile per lei. Non è stato facile per me. Non è stato facile per i bambini . Quindi si. La direzione di quella relazione, te la giochi finchè puoi ed una cosa tira l’altra. Quindi, qualsiasi sia il motivo per il quale finisca, rimane pur sempre il fatto che ci tieni a quella persona ed è la madre dei tuoi figli e rimarrai sempre in contatto con lei facendo ognuno sempre parte della vita dell’altro per quei figli. Puoi fare del tuo meglio.”

I tabloid hanno parlato molto di Depp che passava il tempo col suo affezionato compagno Marilyn Manson, proprio sulla scia della rottura – come se fosse andato dal seno della sua famiglia a l’abbraccio di Satana. “Johnny ed io non siamo mai stati compagni di ubriachezza” spiega Manson, “anche se è stato lui che mi ha fatto conoscere l’assenzio e lo maledico per quello…. credo che sia stato una specie di destino a farci riunire ancora una volta ultimamente. Stavamo entrambi avendo alcune difficoltà mentali e di vita e stare con lui mi ha reso più felice ed anche lui sembrava più felice. Si potrebbe definire un “bromance”. Il cantante dice che nessuno era più disturbato della sua fidanzata riguardo al loro riavvicinamento. “Fu qualcosa che terrorizzò la ragazza con cui stavo. Diceva cose tipo: ‘sì, te ne vai in giro con Johnny Depp, lui è single’ ed intendeva proprio la cosa peggiore che qualsiasi ragazza avesse mai sentito. Ma lui si sorprende che le ragazze gli vogliono parlare. Ecco quant’è infantile ancora, in senso buono. Giuro su Dio che non se ne rende conto.”

Depp (che si stava vedendo con l’attrice Amber Heard), ha anche passato del tempo con un amico che solo recentemente ha avuto modo di conoscere di persona: Damien Echols del West Memphis Three, che ha passato 18 anni in carcere per degli omicidi che le prove indicano che non ha commesso. Depp ha finanziato e sostenuto il suo caso per anni. Lo ha portato anche a mangiare a casa sua ed i due si sono fatti cinque o sei tatuaggi insieme, tra cui il corvo che è sulla testa di Depp in The Lone Ranger. “Ogni volta che stiamo insieme” dice Echols, “non è come stare con una star del cinema. E’ come se fossi a casa. Mi sento a casa mia.”

Anche se Depp da giovane era noto per episodi di dissolutezza e di camere d’albergo sfasciate, ora insiste sul fatto che questa volta non è così. “Riguardo alla separazione, io sicuramente non avevo intenzione di fare affidamento sul bere per facilitare le cose o attutire il colpo ed attenuare la situazione” dice Depp, “perche avrebbe potuto rivelarsi fatale. Ho sentito che era mio dovere essere reale e chiaro su tutto questo. Ho dovuto concentrarmi su qualcosa di molto serio, davvero, ed è stato assicurarmi che i miei figli sarebbero stati bene.”

Gli stessi genitori di Depp divorziarono quando lui aveva 15 anni e la prse male. Così quando si parla della separazione, non fa che tornare e ritornare sull’argomento dei figli. “Sono stati incredibilmente comprensivi ed incredibilmente forti per tutto il periodaccio” dice, “ed è difficile per tutti. Sai cosa intendo, per Vanessa non è stata certamente facile. Per me neanche e per i figli è ancora più complicato. Il fatto è che loro vengono per primi. Non puoi proteggerli, perché allora mentiresti. Così puoi almeno essere onesto con loro e dirli la verità assoluta senza stare a fingere.” Dice che il non bere lo ha aiutato in questo e che gli permette di “stringere i denti e di adattarsi alla vita reale, adattandosi con chiarezza.”

Il percorso deviato della carriera di Depp – il suo rifiuto di portarsi la pistola e scop**si la ragazza nei film – lo a portato a un sacco di grandi interpretazioni negli anni novanta, da Ed Wood a Paura e delirio a Las Vegas, fallendo però dal diventare una superstar commerciale finchè non ha interpretato il Capitano Jack Sparrow e da lì, come dice sempre lui, “le cose sono impazzite” – e la sua carriera appare ora come una tra le più longeve della storia di Hollywood.

“Coprirsi di trucco ti rende più facile guardare qualcun altro” dice Depp, “è più facile guardare la faccia di qualcun altro che la tua.”

Depp si presenta come un musicista rock, ma parla come uno scrittore, torna indietro sulle sue frasi come se stesse cercando il tasto di cancellazione per rivedere come va. E’ un autodidatta la cui vita è stata cambiata dal suo nomadismo e ha mantenuto un diario per vent’anni, che è come una specie di terapia mai elaborata.

“Non direi che la mia gioventù fosse il modello perfetto riguardo al crescere un bambino” dice. “E’ stata un’educazione piuttosto violenta. Se facevi qualcosa di sbagliato, venivi picchiato. Ma anche quando non lo facevi venivi picchiato. Ma i miei genitori hanno fatto del loro meglio con quello che sapevano e così ho compreso che mi piacerebbe fare del mio meglio con quello che so, che è stato fare praticamente il contrario di quello che facevano loro – e penso che andrà bene così. Non è per dire che erano cattivi genitori, perché non lo erano. Solo che non conoscevano altre maniere ed era un’epoca molto diversa.”

Suo padre era un ingegnere civile, la madre lavorava come cameriera, “Mia madre è stata cresciuta in una baracca, dove il bagno era una latrina.” Dice Depp. “Diceva che faceva le stesse cose che aveva fatto sua madre – che non conosceva di certo una maniera migliore. “Ad i miei figli viene detto 75 volte al giorno che li vogliamo bene. Quello che so è che si sentono amati, sicuri, felici ed indispensabili come se fossero parte di qualcosa.”

Il fatto di spostarsi gli fa ancora male. “Quando arriva il momento di fare la valigia anche solo per andare in vacanza, mi sento un relitto, accidenti” dice, “perché non ci riesco. Mi ricorda tanto quando mi dovevo trasferire di continuo e ho dovuto vivere un’esistenza da vagabondo, veramente, per tanti anni.”

E’ ancora dell’idea di fuggire per un po’, facendo qualcos’altro. “C’è una grande parte di me che pensa che non sarebbe poi così male se mollassi per qualche anno” dice, “non sto necessariamente dicendo che ho voglia di uscire e avere una nuova carriera, perche ho sempre pensato che è un po’ strano quando le persone lo fanno.”

Ma la verità è che ha già avuto molte delle risposte che stava cercando quando è nata sua figlia, Lily-Rose. “Quando è nata è stato davvero come se mi è stato tolto un velo e le cose sono diventate più chiare e ho capito che era questo ciò che necessitavo e che contava, quella bella creatura che aveva contribuito a creare. Ed ancora non so, non sono sicuro quale sia il significato della vita e se ne abbia uno. Ma finché hai l’opportunità di respirare, respira. Finché hai la possibilità di far sorridere e ridere il tuo bambino, continua così.”

Johnny non crede in Dio, nè nell’esistenza degli spiriti, ma per quello che conta li ha cercati. “Penso che siamo qui ed è abbastanza” dice, “dopo ci putrefiamo in balia dei vermi.”

Per un po ‘, ha pensato che sarebbe stato bello far gettare il suo corpo da un dirupo quando sarebbe morto. “Gettarlo da una montagna in maniera tale che la gente possa vederlo rimbalzare” dice, “tanto vale divertire la gente, o forse salverei solo i tatuaggi perchè potrebbero rivoluzionare quello che accadrebbe dopo la morte. Estrapolerei tatuaggi  e li incornicerei per preservarli – questo non sembra affatto macabro, non è vero? No. E’ assolutamente figo. Lo immagini? ‘Che cosa sono questi?’ ‘Oh, i tatuaggi di mio padre appesi sul muro. Ecco il mio papà spiaccicato contro il muro.’”

C’è inoltre la voce che Depp sente nella sua testa a volte – sempre in verità. E’ il ringhio di Marlon Brando e questo è quello che dice: “Fanc**o. Fanc**o. Non hai bisogno di questa mer*a. Fanc**o” Depp ride forte a riguardo come se Brando gli stesse urlando nell’orecchio: “Marlon è arrivato ad un punto della sua vita in cui ha detto: ”non mi interessa” dice Depp sorridendo alla fine, “e questo dev’essere una specie di nirvana. E’ la libertà.”

TRADUZIONE A CURA DI DARK LADY DEL DEPP HEAVEN

Si Ringrazia la Zone

Intervista con Kirby Sattler autore del dipinto “I’Am Crow” | Interview with Kirby Sattler, artist of “I Am Crow” painting

350x455Ci sono un sacco di cose sorprendenti su The Lone Ranger. Tonto in questo caso è diverso da quello che di Jay Silverheels e ci vorrà un po’ per abituarsi.
Da dove proviene il nuovo look che è destinato a diventare un’icona come gli altri personaggi maggiormente di successo di Depp?
“In verità vidi un dipinto di un artista di nome Kirby Sattler e guardando il volto di questo guerriero pensai: eccolo” ha raccontato Depp al sito EW.com, “le strisce lungo il viso e lungo gli occhi … mi sembrava come se si potessero quasi vedere tutti i lati di questo individuo…”
Depp disse di aver visto un lato saggio, uno ferito ed assai tormentato, uno arrabbiato ed un lato comprensivo ed unico. “Ho visto questi lati, quasi come se si stesse dissezionando un cervello con tutte queste sfumature.”
Lo hanno ispirato sia il trucco che il corvo del dipinto che Depp disse di aver visto come un lato saggio. “Ho pensato che Tonto aveva un uccello sulla testa e che fosse in qualche modo il suo spirito guida. Per alcuni è morto, ma non per lui non lo è. E’ abbastanza vivo.”
Abbiamo chiacchierato con l’artista Kirby Sattler delle sue ispirazioni artistiche, della storia del corvo e di cosa ne pensa dell’interpretazione di Johnny Depp.
Cowboys ed indiani: in quale parte dell’occidente sei cresciuto?
Kirby Sattler: Sono cresciuto in Colorado, lungo le colline delle Montagne Rocciose. Rimango fedele alle montagne, anche se, io e mia moglie si sono trasferiti a Sierra Madre [in Messico].
C & I: Quando e come hai imparato a dipingere?
Sattler: sto ancora imparando a dipingere, continuando un percorso da autodidatta.
C & I: Come hai avuto l’idea del corvo, il dipinto che ha ispirato Johnny Depp per interpretare Tonto?
Sattler: ho un’affinità per i corvi. Mi hanno fornito una fonte di ispirazione per il mio lavoro. Come con tutti i miei quadri, “I Am Crow” ha cominciato come l’interpretazione del rapporto tra natura e uomo indigeno.
C & I: La tua pittura è basata su qualcosa e / o qualcuno della storia?
Sattler: i miei quadri sono variazioni dello stesso tema, esaminano il rapporto inscindibile tra le tribù nomadi delle pianure americane e il loro mondo naturale. Ognuna delle funzioni della pittura si basano sul presupposto che tutti i fenomeni naturali hanno un’anima indipendente dalla loro fisicità. Sotto una tale credenza, l’uso di oggetti sacri era una fonte di potere spirituale. Qualsiasi oggetto – una pietra, un mucchietto di erba dolce, una parte di un animale, l’ala di un uccello – potrebbe contenere l’essenza delle qualità metafisiche identificate con gli oggetti e desiderati dai nativi americani. Tento di dare allo spettatore del mio lavoro un senso di ciò che questi oggetti sacri destinati a chi li indossa, cioè più di un semplice ornamento estetico. Alla fine,l’interpretazione del lavoro viene lasciata alla sensibilità soggettiva dello spettatore.
C & I: Come ti sei sentito quando hai saputo che la tua pittura ha ispirato Johnny Depp per il suo look di Tonto in The Lone Ranger?
Sattler: Sono stato un fan delle sue caratterizzazioni cinematografiche.. ora lo sono ancora di più. E naturalmente il fatto che il mio dipinto del corvo lo abbia ispirato ha esposto il dipinto ad un pubblico più vasto.
C & I: Lui ha detto di aver visto qualcosa negli occhi del guerriero e nel volto diviso dalle strisce…
Sattler: le sue parole riguardo alla mia pittura erano molto intuitive.
C & I: Che cosa significa il titolo “I Am Crow”?
Sattler: un uomo che sta assumendo le sembianze metafisiche attribuite al corvo.
C & I: Nel tuo dipinto, il corvo sembra non essere attaccato alla testa del guerriero, ma sembra volargli da dietro. Se l’uccello è in un certo senso uno spirito guida o lo spirito dell’animale spirito, che cosa significa?
Sattler: che il corvo sia attaccatto alla testa
del guerriero o che gli voli da dietro, si tratta comunque di una percezione personale. Gli uccelli erano potenti compagni spirituali delle persone, hanno fornito un tramite alle forze invisibili dell’universo che predominavano le loro vite.
C & I: Hai intenzione di vedere il film?
Sattler: Quasi sicuramente sì. Faremo il lungo viaggio verso la grande città quando il film raggiungerà le sale. Non vorremmo perdere l’occasione di assistere ad un’immagine grande di Johnny Depp nel costume di “I Am Crow!

There are plenty of striking things about the The Lone Ranger and Tonto as embodied by Armie Hammer and Johnny Depp. Chief among the many unforgettable images from the film: the newly interpreted Tonto, who is so different from the Jay Silverheels Tonto we’re accustomed to that he takes more than a little getting used to.
Where in the world did the new look, which is bound to become as iconic Depp’s other over-the-top characters, come from?
“I’d actually seen a painting by an artist named Kirby Sattler and looked at the face of this warrior and thought, That’s it,” Depp told EW.com. “The stripes down the face and across the eyes … it seemed to me like you could almost see the separate sections of the individual. …”
In that “cross-section of the Native man’s emotional life,” Depp said he saw a wise quarter, a very tortured and hurt section, an angry and rageful section, and a very understanding and unique side. “I saw these parts, almost like dissecting a brain, these slivers of the individual.”
The makeup inspired him, as did the crow in the painting, which Depp would appropriate as a headdress. “It just so happened Sattler had painted a bird flying directly behind the warrior’s head. It looked to me like it was sitting on top,” Depp told EW.com. “I thought, Tonto’s got a bird on his head. It’s his spirit guide in a way. It’s dead to others, but it’s not dead to him. It’s very much alive.”
We talked to artist Kirby Sattler about his artistic inspirations, the story behind I Am Crow, and what he thinks about Johnny Depp’s interpretation.
Cowboys & Indians: Where in the West did you grow up?
Kirby Sattler: I grew up in Colorado, along the foothills of the Rocky Mountains. I remain faithful to the mountains, although, my wife and I have relocated to Sierra Madre [Mexico].
C&I: When and how did you learn to paint?
Sattler: I am still learning to paint, continuing a self-taught journey that is mainly the persistence and everyday discipline of sitting at the easel.
C&I: What Western and/or Native painters have influenced you?
Sattler: The early influence was the paintings of Swiss artist Karl Bodmer and American artist George Catlin, who explored and painted Native Americans of the American west during the 1830s. The greatest influences are the art and artifacts created by the indigenous peoples of the Americas.
C&I: How did you get the idea for I Am Crow, the painting that inspired Johnny Depp’s take on Tonto?
Sattler: I have an affinity for crows. They have provided me an often-used source of inspiration for my work. As with all my paintings, I Am Crow began as the interpretation of the relationship between nature and indigenous man.
C&I: When and in what medium did you paint it?
Sattler: I Am Crow was completed in 2006. I paint with acrylics on linen canvas.
C&I: Is the painting based on something and/or someone in history?
Sattler: The painting is not of a factual person. My paintings are variations of the same theme, examining the inseparable relationship between the nomadic tribes of the American Plains and their natural world. Each painting functions on the premise that all natural phenomena have souls independent of their physical beings. Under such a belief, the wearing of sacred objects was a source of spiritual power. Any object — a stone, a plait of sweet grass, a part of an animal, the wing of a bird — could contain the essence of the metaphysical qualities identified with the objects and desired by the Native American. I attempt to give the viewer of my work a sense of what these sacred objects meant to the wearer; more than just aesthetic adornment, it was an outward manifestation of a transference of identity. In the end, how the work is to be interpreted is left to the viewer’s unique sensibilities.
C&I: How did you feel when you heard that your painting was Johnny Depp’s inspiration for his Tonto look for The Lone Ranger?
Sattler: I have been a fan of his film characterizations … a bigger one now. And of course that fact that I Am Crow inspired him has exposed the painting to a broader audience.
C&I: He said he saw something in the eyes of the warrior and in the face divided by lines. …
Sattler: His words in regards to my painting were very insightful.
C&I: What do you think of I Am Crow as channeled by Johnny Depp? Did you have any input?
Sattler: I did not speak with Johnny Depp; our conversations were with the production team of the film. With the film’s design team he came up with a memorable image. The final look of his character is astounding.
C&I: What does the title I Am Crow mean?
Sattler: I Am Crow — a man taking on the metaphysical traits attributed to the crow.
C&I: In your painting, the crow seems not to be affixed to the warrior’s head but seems to be flying behind. If the bird is in a sense a spirit guide or spirit animal, what does it signify?
Sattler: Whether the crow is affixed to the warrior’s head or flying behind is a choice of personal perception. Birds were powerful spiritual companions to the People; they provided a conduit to the unseen forces of the universe that predominated their lives.
C&I: You are not Native, but you have a deep interest in and respect for the Plains Indians. What kinds of research have you found most productive in learning about American Indians for your art?
Sattler: Native American-inspired portraits remain the subject I paint most. To sate this interest I spent endless hours in libraries and visiting museums, traveling the West to learn of the great diversity of the Plains Indian culture. The visuals of collected historical artifacts have always been the driving force. The association of man living with nature contributed to developing a theme to my paintings.
C&I: Do you plan to see the movie?
Sattler: Yes, most definitely. We will make the long drive to the big city when the movie reaches the theaters. We wouldn’t miss an opportunity to witness a 30-foot high image of Johnny Depp in I Am Crow-inspired costume!

Johnny Depp stupito dal successo | Johnny Depp amazed by success

9951710,300Johnny Depp non ama guardarsi indietro. Nonostante abbia recitato in alcuni dei film più popolari degli ultimi anni, si stupisce ancora del suo successo.
«Una volta qualcuno ha messo insieme un video clip con vari spezzoni dai film che ho interpretato», ha raccontato a Total Film.
«Quando ho rivisto tutti i miei personaggi messi in fila in quel modo, sono stato felice di averla sempre “fatta franca” nel mio lavoro. Ancora oggi mi sento molto fortunato a fare parte del gioco… O per lo meno, a farne parte senza dover essere troppo immischiato, mi spiego?».
Nella sua ultima fatica intitolata «The Lone Ranger», Depp interpreta un Nativo americano. Per lui recitare quel personaggio ha avuto anche un significato personale.
«Probabilmente un sedicesimo del mio patrimonio genetico è Nativo americano, ma ovviamente non è facile rintracciarlo», ha spiegato.
«In pratica questo significa che da qualche parte nel mio albero genealogico c’è stato un episodio di violenza sessuale».
Il 49enne, che ha già interpretato dei fuorilegge nei film «I Pirati dei Caraibi» e «Nemico Pubblico», si è lasciato scappare un commento sul nuovo film.
«Vi daremo un’esperienza forte e completa. Esattamente quello che volevo quando ero ragazzino – andare a vedere un film che mi incantasse e allo stesso tempo mi emozionasse e mi commuovesse. Questo è esattamente ciò che proverete guardando “The Lone Ranger”», ha detto sorridendo.
«E poi diciamolo, i fuori legge sono uno spasso. Fanno cose che noi non possiamo fare. Infrangono le regole. E di riflesso ci fanno provare un brivido».

Fonte

Johnny Depp is amazed he can still “get away” with being an actor.
The 49-year-old has appeared in a string of successful films, including the Pirates of the Caribbean franchise, Chocolat and Sleepy Hollow.
He aims never to watch his movies back, but can’t believe he continues to do so well when he’s confronted with evidence of his work.
“Somebody once put together a reel of various bits of different films that I have done,” he explained to Total Film.
“When I saw all the characters lined up in a row like that, I thought it was amazing that I was able to get away with it. I still feel lucky to be in the game… well, to be in the game without having to play the game too awful much, you know?”
Johnny’s latest project is The Lone Ranger where he plays Native American Tonto.
For the star it felt like a personal film and he was keen in part to “make up” for the way Native Americans have been treated.
“I’m probably one sixteenth Native American, but of course that’s hard to trace,” he revealed.
“Basically that mean’s it’s like that, somewhere along the line, you were the product of rape.”
The actor is excited about introducing fans to his latest venture.
Johnny is no stranger to playing outlaws in the Pirates films and drama Public Enemies.
“We’re just gonna give you a big, expansive experience. Which is what I wanted when I was a kid – to go to a summer movie that really enthralled me, excited me and moved me, and that’s what The Lone Ranger does,” he smiled.
“And well, outlaws are fun. They get to do things that we can’t, y’know? Yeah, they break the rules. So there is that vicarious thrill.”

Source

The Lone Ranger – Verbinski e Bruckheimer: ‘Fare un film blockbuster non è facile’ | TLR director: Making a blockbuster ain’t easy

Nei primi tre film della franchise dei Pirati dei Caraibi, il regista Gore Verbinski e il produttore Jerry Bruckheimer ci hanno abituato a set sempre più grandi e a scene d’azione sempre più spettacolari. Nei prossimi mesi ritenteranno questa formula con un nuovo blockbuster, The Lone Ranger. Lo stesso Verbisnki ammette che questa estate molti film useranno questa ricetta.

“Penso che ogni regista che sta facendo un grande film, questa estate, sia passato attraverso la stessa situazione. Questo è quello che il pubblico si aspetta, e devi creare un gran intrattenimento. È la concorrenza”.

Senza contare che i fan si sono abituati ad un certo tipo di prodotto, realizzato da Verbinski e Bruckheimer, che li spinge ad aspettarsi qualcosa che sia a un livello superiore rispetto ai film precedenti.

“[Verbinski] fa grandi film ed è quello che il pubblico ama ed è per questo che i film estivi diventano dei blockbuster, perché gli viene dato molto in cambio dei loro 10 o 12 dollari” ha dichiarato Bruckheimer. “[Stiamo] reinventando la storia del Ranger Solitario, ma partendo con le origini. È una storia sulle origini, raccontata attraverso il punto di vista di Tonto, che non è molto preciso per via di quello che si ricorda, perciò è molto divertente”.

Il film è stato girato in cinque stati: Colorado, Utah, Arizona, New Mexico e California, la troupe è arrivata a lavorare anche 18 ore al giorno sul set di Rio Puerco, un posto così arido, ricorda Verbinski, che “ci stiamo ancora togliendo la polvere dalle nostre orecchie, dal naso e dagli occhi”.+15th+Annual+F_Q6mjP0eUgl

Ha aggiunto Bruckherimer:

“Nessuno capisce quanto sia difficile in realtà farlo. Le ore estenuanti, la mancanza di sonno. [Verbinski] sempre alla ricerca di un’altra location – aveva perso una location, e doveva girare un’altra cosa il giorno dopo, un attore era malato. …È semplicemente incredibile quanto corri per questa cosa per un certo numero di mesi e come sposti un esercito lungo cinque stati. Tutto è vero. A Gore non piace lavorare con gli effetti visivi, per cui quei ragazzi sono davvero su un treno, il treno è davvero in movimento, non è una scena in CG – quindi tutto quello che vedete qui è vero. Perciò doveva essere costruito. Non potete immaginare quante persone ci vogliono solo per mantenere il treno in movimento; per far si che gli stuntman mantengano i ragazzi in cima al treno; le manovre per fare in modo che siano tutti al sicuro e la quantità di extra [che devono fare] le persone sullo sfondo; davvero un bel po’”.

Per Verbinski questo film è stato molto difficile, tanto da togliersi il cappello di fronte a capolavori del genere western del passato.

“Questo è il film più difficile. Voglio dire, tanto di cappello a [il regista di Ombre rosse e Sentieri selvaggi] John Ford e a [il regista di C'era una volta il West] Sergio [Leone] e a tutti quelli che fanno questi western perché sono davvero difficili. Voglio dire, tutti noi sappiamo com’è l’aspetto di un treno e tutti noi conosciamo l’aspetto dei cavalli. Non ci troviamo di fronte a un robot gigante o a un disco volante, quindi cosa hai intenzione di [fare], mettere qualcuno davanti a uno schermo blu? Questo non vuol dire che i film di fantascienza sono più permissivi, perché ‘non ci sono film facili’ – anche questi film sono davvero molto difficili. Ma conosciamo l’aspetto della realtà [western], c’è un intero linguaggio che è stato stabilito su quello che sappiamo e sentiamo sui cavalli veri, sulla sporcizia reale e i treni reali, e sono film duri. Questo film ha i Comanche e la cavalleria e i treni, e siamo andati e abbiamo girato in cinque stati. Si tratta di un grande film”.

Nel cast del film troviamo inoltre Tom Wilkinson, Barry Pepper e Helena Bonham Carter. Il film uscirà nelle sale americane e italiane il 3 luglio.

Fonte | News in English here

Intervista interessantissima a Johnny Depp su OK! Magazine | Johnny Depp Interview – OK! Magazine May 14

Traduzione a cura di Lina del Depp Heaven. Se prendete l’articolo citateci come fonte

johnny-depp-premiere-dark-shadows-09JOHNNY DEPP SULLO STARE INVECCHIANDO, SULL’EMOZIONE DELL’INTERPRETARE DEI FUORILEGGE E SUL PERCHE’ NON PUO’ LASCIARSI JACK SPARROW ALLE SPALLE
Johnny Depp è l’uomo che ogni donna desidera e che ogni uomo desidera essere – è bizzarro, bello, figo senza alcuno sforzo e possiede una carriera cinematografica di alto livello che dura da oltre tre decenni. Un tempo marchiato come il cattivo ragazzo di Hollywood, Johnny, 49 anni, si è ora costruito una reputazione da eccentrico, piuttosto che da diavoletto.
Dirigere film, rimanere in costume e far musica con la tredicenne Lily Rose – sua figlia avuta dall’ex compagna Vanessa Paradis; i due hanno anche un figlio di nove anni, Jack – fa tutto parte del pacchetto Depp.
Noto per esser uscito insieme alla supermodella Kate Moss, ha recentemente terminato una relazione di 14 anni con la cantante francese Vanessa ed ora si vocifera che esca con la sua co-star di The Rum Diary, Amber Heard.
Con il nuovo film The Lone Ranger ormai alle porte, la carriera di Johnny è ancora ferma sotto i riflettori. Parlando nella comodità del Mandarin Oriental Hotel di Las Vegas, l’elegante star parla dell’invecchiare, delle cadute da cavallo e dell’appendere il cappello del capitano Jack…

Come ti senti all’idea di diventare un cinquantenne?
Sarebbe peggio non diventarlo (ride), non è così? Sarebbe una vera noia.

Sei molto bravo ad interpretare questi personaggi fuorilegge che amiamo tutti. Ti identifichi con l’essere un fuorilegge e col perchè noi li amiamo così tanto?
Be’, i fuorilegge sono divertenti. Arrivano a far cose che noi non possiamo, infrangono le regole. Così c’è quel brivido immaginario.

Ti sei mai sentito come un ranger solitario a Hollywood?
Ho sempre quella sorta di sensazione qualunque cosa ho fatto e mi sento ancora fortunato per essere in gioco e beh, per essere in gioco senza dover giocare troppo.

Hai mai desiderato indossare una maschera nella vita reale in modo tale da non essere riconosciuto?
Sì, in realtà sì. Ho indossato cose ridicole per riuscire ad uscire in pubblico ora ed ancora. Sai, un naso finto con la colla, la barba lunga, la bandana sulla testa ed assomigli subito ad un vecchio vagabondo.

Quanto sono stati importanti per te il trucco e i costumi per diventare Tonto di The Lone Ranger?
Avevo il trucco per un paio di ore al giorno, a meno che non decidevo di tenerlo anche a casa, il che succedeva abbastanza spesso perché mi faceva risparmiare tempo la mattina (ride).

Quanto è stata dura lasciarti alle spalle Jack Sparrow quando sei andato a lavorare di nuovo con questa squadra?
Quanto è stata dura lasciare Jack Sparrow? Questo è uno dei problemi, lui è ancora dentro di me. (Fa la voce di Jack Sparrow) Non se n’è mai andato veramente. Non riesco a fermarlo a volte (ride)!

Puoi raccontarci un po’ dell’incidente da cavallo che avesti durante le riprese di The Lone Ranger?
Penso che il cavallo ce l’aveva con me (ride)! Ho visto tutto molto chiaramente, cioè che erano le zampe anteriori incredibilmente muscolose del cavallo che si muovevano ad una velocità ovviamente molto pericolosa ed io ero ancora aggrappato alla sua criniera come un idiota mentre cercavo di tornare su. Allora è come quando devi prendere una decisione: vado giù, raggiungo il suolo da solo o devo aspettare che uno zoccolo mi spacchi la faccia in due? Così ho scelto entrambi, di cadere da solo.

Andasti in ospedale?
No, no. Mi alzai subito. Il dolore sarebbe probabilmente venuto dopo (ride).

Hai provato a fare il regista prima con “The brave”, dove anche lì hai interpretato un nativo americano – hai nessun programma di metterti di nuovo dietro la macchina da presa?
Sì, in realtà ho lavorato su un film per gli ultimi quattro anni più o meno ed abbiamo appena completato la parte delle riprese – e si tratta di un documentario su Keith Richards.

Sarà simile al film sui Rolling Stones?
Quasi sicuramente no (ride).

Stai suonando musica sul palco sempre di più – a quale posto è la musica per te nella tua carriera ora come ora?
La musica è sempre stata il mio primo amore. E’ quello che ho fatto sin da quando ero un ragazzino e non ho mai smesso. Facevo i film e le cose che facevano i ragazzini, quindi non era come se cercassi una seconda carriera di nuovo come musicista, ma una cosa tira l’altra. Mi venne chiesto di salire sul palco con qualcuno e poi alcune altre persone mi videro sul palco e dissero: ‘Wow, in realtà sai suonare la chitarra.’

E stai collaborando con la tua ex Vanessa sul prossimo album?
Sull’ultimo disco di Vanessa? Non penso di aver suonato nulla.

Non c’era qualcosa con te e tua figlia?
Ah, sì. C’era una canzoncina, alcuni accordi che ho scritto e a Lily Rose è venuta in mente una melodia in riguardo.

1a4f1977dfa6JOHNNY DEPP ON GETTING OLDER, THE THRILL OF PLAYING OUTLAWS AND WHY HE CAN’T LEAVE JACK SPARROW BEHIND HIM

Johnny Depp is the man every woman wants and every man wants to be – he’s quirky, handsome, effortlessly cool and the owner of a top-notch movie career spanning over three decades. Once branded a Hollywood bad boy, Johnny, 49, has now built a reputation as being eccentric, rather than a hell-raiser. Directing films, staying in costume and making music with 13-year-old Lily-Rose – his daughter by his ex-girlfriend Vanessa Paradis; they also have a son, nine-year-old Jack – is all part of the Depp package.
He famously dated supermodel Kate Moss, recently ended a 14-year relationship with French singer Vanessa, and is now rumoured to dating his Rum Diary co-star Amber Heard.
With new flick The Lone Range almost upon us, Johnny’s career is still firmly in the spotlight. Speaking in the comfort of Las Vegas’ Mandarin Oriental Hotel, the dapper star talks getting older, falling off horses and hanging up Captain Jack’s hat…
How are you feeling about turning 50?
It would be worse not to turn 50 [laughs]. Wouldn’t it? That would be a real drag.
You’re so good at playing these outlaw characters that we all love. Do you identify with being an outlaw and why do we love them so much?
Well, outlaws are fun. They get to do things that we can’t, they break the rules. So there is that vicarious thrill.
Do you ever feel like a lone ranger in Hollywood?
I’ve just always sort of done whatever I’ve done and I still feel lucky to be in the game and, well, to be in the game without having to play the game too much.
Have you ever wanted to wear a mask in real life so that you can go unrecognised?
Yeah, I have actually. I have worn ridiculous things to be able to go out in public now and again. You know, glue on a fake nose, ZZ Top beard, bandana over your head and you just look like a weathered old roadie.
How important were the make-up and costumes to you becoming The Lone Ranger’s Tonto?
I was in make-up a couple of hours every day, unless I decided to wear it home, which was quite often because it would save time in the mornings [laughs].
How hard was it to leave behind Jack Sparrow when you went to work with this team again?
How hard was to leave Jack Sparrow? That’s one of the problems, he’s still in there. [Puts on Jack Sparrow's voice] He never really goes away. I can’t stop him sometimes [laughs]!
Can you tell us a bit about the horse riding accident you had while filming The Lone Ranger…
I think the horse had it in for me [laughs]! I saw everything very clearly, which was the horse’s incredibly muscular front legs moving at an obviously very dangerous speed, and I was still holding on to the mane like an idiot trying to get back up. So it’s like one must make a decision, do I go down, do I hit the deck on my own or do I wait for a hoof to split my face in two? So I chose both, to fall on my own.
Did you go to hospital?
No, no. I stood right up. The pain will come later probably [laughs].
You’ve tried your hand a directing before with The Brave, where you also played a Native American – any plans to to get behind the camera again?
Yeah, actually I have been working on a film for about the last four years or so. And we’ve just completed the filming part – and it’s a documentary on Keith Richards.
Will it be similar to the Rolling Stones movie?
Most definitely not [laughs].
You’re playing music on stage more and more – where is music standing for you in your career right now?
Music has always been my first love. It’s what I did since I was a kid and I’ve never stopped. I was making films and things like that, so it wasn’t like I searching for a second career as a musician again, but one thing lead to another. I was asked to go up on stage with someone, and then some other people saw me on stage and said; ‘Wow, you can actually play the guitar.’
And are you collaborating with your ex Vanessa on the next album?
On Vanessa’s latest record? I don’t think I played on anything.
Wasn’t it something with you and your daughter?
Ah yes. There was a little song, some chords that I wrote and Lily-Rose came up with melody to that.