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Depp Heaven interview Tim Burtont
aprile: 2014
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Documentary

Johnny Depp finalmente completa il docufilm di Keith Richards | Johnny Depp Finally Completes Keith Richards Film

johnny-depp-keith-richards-1Johnny Depp ha finalmente finito di girare un documentario sulla leggenda del rock Keith Richards, dopo quattro anni di duro lavoro.
L’attore di Hollywood è un amico di vecchia data della leggenda dei Rolling Stones e gli ha anche procurato una parte nel film dei Pirati dei Caraibi nel ruolo di suo padre.
Depp ha trascorso gli ultimi quattro anni a lavorare su un film sulla vita di Richards e adesso ha rivelato che il progetto è completo.
Dice alla rivista britannica Event: “ho lavorato per circa quattro anni ed abbiamo appena completato le riprese In realtà, è un po’ strano chiamarlo documentario, è più un’opportunità di sperimentare Keith – da un lato in cui la gente non riesce a vederlo perché è un essere molto misterioso. In sostanza si tratta di Keith e me seduti mentre facciamo conversazione ed in breve tratta della sua saggezza, la sua filosofia e le sue esperienze – e ci saranno dei tagli con le scene della sua vita.”
“L’ho avuto per cinque giorni, circa tre anni fa, e poi a febbraio sono stato con lui per altri cinque giorni ed abbiamo continuato da dove avevano lasciato…”
“Mi sento fortunato che questo ragazzo che non ha mai fatto nulla di simile prima, ha riposto la sua fiducia in me permettendomi di documentare la sua vita. In qualche modo – e non mi sto paragonando a lui – mi sento come Alan Lomax (documentarista musicale)… Fare questo con Keith e registrare come pensa e come guarda indietro ai suoi 50 anni di fama è piuttosto affascinante.”

Johnny Depp has finally finished filming a documentary about rock legend Keith Richards after four years of hard work.
The Hollywood actor is a longtime friend of the Rolling Stones legend, and even landed him a job playing his onscreen father in two Pirates of the Caribbean movies.
Depp has spent the last four years working on a film about Richards’ life, and he has now revealed the project is complete.
He tells Britain’s Event magazine, “I’ve been working on it for about four years now and we’ve just completed the filming. Actually, it’s a little strange to call it a documentary, it’s more an opportunity to experience Keith – as people don’t get to see him because he’s quite a mysterious being. Essentially it’s Keith and I sitting around having a conversation and what it boils down to is his wisdom and his philosophy and his experiences – and that would be cut with footage of his life.
“I got him for five days about three years ago, and then in February I was with him for another five days and we continued from where we left off…
“I feel blessed that this guy, who has never done anything like this before, has put his trust in me and allowed him to document his life. In some way – and I’m not comparing myself to him – I feel like Alan Lomax (music documentarian)… Doing this with Keith and recording how he thinks and how he looks back at 50 years of fame is pretty fascinating.”

Fonte / Source

Johnny Depp: Keith Richards è un mistero | Johnny Depp: Richards is a mystery

Johnny Depp arriving at 'The Late Show with David Letterman' in NYCL’attore sta dirigendo un documentario sul leggendario chitarrista dei Rolling Stones.
Johnny ha condiviso quello che ha imparato dal musicista sessantanovenne mentre realizzavano il film.
“Ho lavorato su questo progetto per circa quattro anni o giù di lì. Abbiamo appena completato la parte riprese. Lo vediamo come un modo per il pubblico di sperimentare Keith perché è un essere piuttosto misterioso” ha detto a Refinery 29.” In sostanza, si tratta di Keith e me seduti mentre facciamo conversazione. Quello che è essenziale – che il gusto del progetto è la sua saggezza, la sua filosofia e le sue esperienze. Ovviamente ci saranno dei tagli con le scene della sua vita.”
Keith era una delle ispirazioni dell’iconico personaggio di Johnny: il capitano Jack Sparrow dei Pirati dei Caraibi.
Nel suo nuovo film The Lone Ranger. Johnny interpreta Tonto, un eroe nativo americano che ha anche un aspetto distinto.
Johnny dice che la sua ispirazione per Tonto proviene dal piazzamento degli uccelli morti sulla testa piuttosto che da un qualsiasi particolare individuo.
“Avevo visto un dipinto di un guerriero con le strisce lungo il viso prima dell’inizio delle riprese. Aveva le strisce dipinte sul suo volto che erano un po ‘simili a quelle che abbiamo usato per Tonto. Le linee sono quello che mi interessava, era come vedere quattro sezioni di un uomo, come è stato diviso o qualcosa del genere. C’era un corvo che volava dietro di lui nel dipinto. Ad un primo sguardo, ho pensato che il corvo si trovava sulla sua testa, ma non era così” ha continuato.” L’ho usata come ispirazione, però. Ho deciso che la cosa migliore da fare era prendere un uccello morto e metterlo sopra la mia testa come una specie di spirito guida. A proposito, lo dovrebbero provare tutti. E’ davvero qualcosa di diverso.”

The actor is directing a documentary about the legendary Rolling Stones guitarist.
Johnny has shared what he learned about the 69-year-old English musician while making the film.
“I’ve been working on this project for about the last four years or so. We’ve just completed the filming part. We see it as a way for the public to experience Keith because he’s quite a mysterious being,” he told Refinery 29. “Essentially, it’s Keith and I sitting around having a conversation. What it boils down to – what the gusto of the project is his wisdom, his philosophy, and his experiences. Obviously that’ll be intercut with scenes from his life.”
Keith was one of the inspirations behind Johnny’s iconic Pirates of The Caribbean character Captain Jack Sparrow.
In his new movie The Lone Ranger Johnny plays Tonto, a Native American hero who also has a distinct look.
Johnny says his inspiration for Tonto came from placing dead birds on his head, rather than from any particular individual.
“I had seen a painting of a warrior with stripes down his face before filming began. He had stripes painted on his face that were slightly similar to the ones we used for Tonto. The lines are what interested me; it was like seeing four sections of the man, like he was dissected, or something. There was a crow flying behind him in the painting. At first glance, I thought the crow was on his head, but it wasn’t,” he continued. “I used that as inspiration, though. I decided that the best thing to do was to take a dead bird and put it on top of my head as a kind of spirit guide. Everyone should try it, by the way. It’s really something else.”
As well as idolising Keith, Johnny recently showed affection for another famous male.
The actor appeared on US talk show Jimmy Kimmel Live! earlier this week where he smooched the host as a sign of his affection.
“You have this very handsome, let’s just be honest and say beautiful face,” Jimmy told Johnny, which prompted him to stand up and plant a kiss on Jimmy’s face.
Johnny then went back for a second kiss, landing it right on the host’s lips.
“I’ve lost my train of thought,” Jimmy joked.

Fonte / Source

For No Good Reason: Charlie Paul porta paura e delirio a Bologna

For No Good Reason: Charlie Paul porta paura e delirio a BolognaHo imparato a disegnare perché volevo provare a cambiare il mondo“. Con queste semplici parole l’artista Ralph Steadman ha riassunto il senso di un tocco personale considerato, ancor oggi, tra i più innovativi e rivoluzionari del panorama britannico ed non solo. Così, attraverso il documentario For No Good Reason, già presentato al London Film Festival, il regista inglese Charlie Paul ricostruisce un percorso lungo più di trent’anni per riportare sullo schermo lo spirito anarchico e completamente libero che ha caratterizzato gli anni più intensi vissuti da Steadman come artista e come uomo. Conosciuto soprattutto per le caricature a sfondo politico apparse su magazine come Rolling Stone, The New York Times e Daily Telegraph, il vignettista inglese ha condiviso gran parte della sua carriera con il giornalista americano Hunter S. Thompson. In modo particolare la loro collaborazione ha portato alla realizzazione e al successo del romanzo Paura e disgusto a Las Vegas, da cui nel  1998 il regista Terry Gilliam ha realizzato il film Paura e Delirio a Las Vegas con Johnny Depp e Benicio Del Toro.

Ecco l’intervista fatta al regista al Biografilm Festival di Bologna:

For No Good Reason ricostruisce con particolare attenzione il processo creativo di un artista. Quanto tempo ha richiesto un progetto così meticoloso?
Charlie Paul: La realizzazione del documentario ha richiesto un lungo lavoro durato ben quindici anni. Durante questo periodo ho progettato l’intera struttura con Steadman, introducendomi ogni singolo giorno nel suo studio e posizionando una telecamera sopra il tavolo da lavoro. In questo modo volevo catturare il processo creativo in ogni singola fase, dalla macchia di colore che sembra gettare casualmente sul foglio fino alla scoperta delle forme e dei significati che nasconde. Insomma, è stata un’esperienza incredibile.

A fare simbolicamente da guida nel mondo di Steadman è l’attore Johnny Depp. Come è stato coinvolto nel progetto?
Charlie Paul: In modo del tutto naturale. In primo luogo perché è un grande fan del lavoro di Steadman, conosciuto personalmente grazie a Terry Gilliam. Inoltre non dimentichiamo anche il legame con il film Paura e Delirio a Las Vegas, tratto dal romanzo di Thompson che Steadman ha illustrato. Non possiamo negare, inoltre, che avere il volto di Johnny, così riconoscibile dal pubblico, aiuta a dirigere l’attenzione anche sul tema centrale del documentario, ossia il lavoro e lo spirito creativo di un’artista.

Nel documentario viene dedicato largo spazio al rapporto personale e lavorativo di Thompson/Steadman. Che tipo di relazione esisteva tra i due?
Charlie Paul: Erano dei rivali, senza ombra di dubbio. In modo particolare Hunter guardava Ralph con una sorta di sospetto. Nel profondo era consapevole che gran parte del successo ottenuto dal suo romanzo si doveva ai disegni innovativi e rivoluzionari del compagno di lavoro. Allo stesso tempo, però, nonostante le loro differenze caratteriali, i due erano molto legati. Dei fratelli che, nonostante la natura tranquilla e non competitiva di Ralph, si sono sfidati tutta la vita. Quando Hunter ha deciso di togliersi la vita, per Ralph è stato un grande colpo. Ad esempio, abbiamo una lunga sezione in cui parla di questo con grande tristezza. Da parte mia, però, sono stato molto attento a non indulgere troppo in queste atmosfere.

934606_383554361763773_1968274274_nSeguire costantemente lo spunto creativo di un artista non è cosa facile. Come avete organizzato le riprese?
Charlie Paul: Effettivamente non è stato semplice. Abbiamo avuto dei momenti interessanti ed altri che abbiamo dovuto buttare completamente. In questo senso il film si è mosso più o meno con lo stesso andamento tenuto dal lavoro di Steadman. Funziona tutto più o meno così; ogni giorno lui va nel suo studio e si mette davanti ad un foglio. A quel punto getta  una chiazza di colore aspettando che qualche cosa si manifesti, oppure no. La vera avventura è che non sai mai dove andrà a finire questo processo. E questa è stata una delle caratteristiche che ho amato di più. La mia intenzione era proprio di mostrare al pubblico quanto Imprevedibile fosse la vita di un artista.

Nel suo documentario un elemento importante è la musica che accompagna la produzione di Steadman nel corso degli anni. Come avete lavorato su questo elemento?
Charlie Paul: La tentazione era di usare la musica originale di ogni decennio raccontato. Alla fine, però, ho deciso di reinventare il tutto mettendo, ad esempio, della tecno nella parte dedicata a Leonardo. Nella sua continua ricerca espressiva Steadman cerca di mediare qualsiasi forma d’arte ed io ho cercato di fare la stessa cosa con il materiale musicale. Spero che anche in questo modo il film esprima la sua follia creativa.

   Nella realizzazione del documentario si è sentito sempre libero di esprimere la sua visione?
Charlie Paul: Assolutamente. Steadman non è minimamente interessato alla sua personalità, ne all’importanza che potrebbe avere un documentario su di lui. In realtà si è molto divertito durante tutto il processo creativo, disegnando per noi e raccontando parte delle sue avventure. L’elemento più incredibile di quest’uomo è ancora l’entusiasmo che ha nei confronti della sua arte e l’esigenza di esprimerla ogni singolo giorno, senza alcuna interruzione e con il cuore. Da questo si comprende come ció che fa sia profondamente parte di se.

Quale futuro avrà For No Good Reason?
Charlie Paul: In realtà non lo sappiamo ancora. In autunno il film verrà visto anche a Los Angeles e a quel punto staremo ad aspettare. Si sa che quando gli americani prendono in mano un progetto può succedere sempre di tutto.

Fonte

Il documentario su Keith Richards di Johnny Depp | Johnny’s Keith Richards Documentary

JohnnyDeppKeithRichardsUn affare di famiglia

L’ultimo lavoro del documentario di Johnny Depp su Keith Richards dimostra che la coppia “era destinata a finire insieme”
Ulteriori lavori su questo film documentario hanno avuto luogo nel mese di aprile. “Abbiamo girato un po’ intorno alla casa di Johnny tre settimane fa circa” rivela Richards, aggiungendo che anche Tom Waits, Waddy Wachtel e Jim Keltner erano presenti per le riprese. “Facciamo un po ‘di musica e dopo chiacchieriamo un pochino. Sai, con Johnny è facile parlare.”
La lavorazione del progetto, provvisoriamente intitolato “Felice”, ha avuto inizio nel febbraio del 2010 e torna sull’amicizia ultradecenennale tra Johnny e Keith rafforzata dalle apparizioni di Keith in due dei film dei Pirati dei Caraibi. Depp ha già descritto il progetto come un incrocio tra Il Padrino e un dipinto di Caravaggio, aggiungendo che le riprese iniziali comprendevano dei camei di Patti Smith e Norah Jones .Mentre Richards conferma che il film “non è davvero” storico, calcola che “probabilmente ci sarà” del vecchio materiale, anche se “Johnny sta prendendo il controllo della sua fine visiva.”
La natura frammentaria delle riprese compiace Richards. “L’ho trovato interessante perchè si ha molto più spazio da gestire e mi piace molto passare del tempo con Johnny lavorandoci insieme. Ha una grande conoscenza della musica e di molte altre cose. Siamo simpatici. Comunque io sono suo padre, giusto?”
Quando gli è stato chiesto se l’attore avesse ripagato il suo debito, dopo aver in parte basato il proprio personaggio di Jack Sparrow sul ribelle degli Stones, Richards, dice: “c’è che credo che eravamo destinati a finire insieme.”

A Family Affair
Latest work on Johnny Depp’s Keith doc proves the pair “were destined to end up together”
Further work on Johnny Depp’s film documentary about Keith Richards took place in April. “We shot a bit round Johnny’s house about three weeks ago,” Richards reveals, adding that Tom Waits, Waddy Wachtel and Jim Keltner were also present for filming. “We do a bit of music and then a bit of chat. Johnny’s easy to talk to, y’know.”
Work on the project, provisionally titled Happy began in February 2010 and comes on the back of a decade-plus friendship cemented by Richards’ appearances in two Pirates Of The Caribbean films. Depp has already described the project as a cross between The Godfather and a Caravaggio painting, adding that the initial shoot included cameos from Patti Smith and Norah Jones.
While Richards confirms that the film is “not really” historical, he reckons there “probably will be” some old footage, though “Johnny’s taking command of the visual end of it.”
The piecemeal nature of the filming suits Richards. “I find that interesting becasue you have much more room to manoeuvre. And I enjoy very much hanging with Johnny and working with him. He’s got a lot of knowledge about music and many other things. We’re simpatico. Anyway I’m his dad, right?”
Asked if the actor was repaying his debt, after part-basing his Jack Sparrow character on the rebel Stone, Richards, says “There is that, I guess we were destined to end up together.”

Johnny Depp sarà nel documentario “Friends Of The Viper Room” | Johnny Depp will be in the documentary “Friends Of The Viper Room”

 Olivia Barash sta dirigendo un lungo documentario: “GLI AMICI DEL VIPER ROOM”
Johnny Depp ha aperto un proprio luogo intimo per poter avere un posto figo dove incontrarsi con gli amici e poter ascoltare la migliore musica in circolazione. C’erano buone opportunità che chi fosse un “amico del Viper Room” potesse essere anche più famoso delle bands che suonavano sul palco.
In quel periodo Olivia fu assunta come promotore del club e delle relazioni tra i vip e ora sta facendo un documentario musicale divertente e unico.
“Ho sempre amato l’idea dei nights degli anni ’20, ’30 e ’40″ dice Depp che spiega che voleva che il Viper Room fosse un posto dove la gente famosa non si sarebbe sentita come se fosse sullo schermo.
Nessuno sapeva mai cosa aspettarsi, ma il divertimento migliore che ci fosse, era sempre garantito. Era il miglior club per assistere alla musica live di prima categoria. Che si trattasse di una stupefacente band che suonava il blues, o un promettente gruppo rock o di uno spettacolo di danza divertente, l’atmosfera coi piedi per terra di Depp, faceva sentire tutti ben accolti.
Band sconosciute come quella di Kara’s Flowers (Maroon 5), The Wallflowers, The Pussycat Dolls, Counting Crows, The Black Eyed Peas e molte altre furono lanciate su quel piccolo palco del Viper.
Durante una serata davvero bella, alcuni degli “amici” salirono sul palco facendo esibizioni a sorpresa, come Mick Jagger, Flea dei Red Hot Chili Peppers, Billy Idol, o Iggy Pop. Non si poteva acquistare in anticipo un biglietto per questi show spettacolari. Bisognava solo avere la fortuna di trovarsi nel posto giusto e al momento giusto (che di solito era verso tarda notte – poco prima che il Viper chiudesse – quando gli ospiti a sorpresa salivano sul palco).
Il Viper Room aveva dei clienti vip abituali come Christina Applegate e Adam Duritz che lavoravano dietro il bar.
La reputazione del Viper Room fu oscurata da una terribile tragedia quando River Phoenix morì a poca distanza dalla porta di entrata. Una nube scura sostituì i bei tempi e la clientela locale venne rimpiazzata da turisti armati di macchine fotografiche.
Gran parte del documentario sarà dedicato alla riunione del primo concerto del Viper Room che fu tenuto sul palco. All’interno del filmato saranno garantite alcune incredibili esibizioni e collaborazioni nuove che aiuteranno a celebrare e commemorare questo luogo davvero speciale.

Sotto è riportata una lista di alcune delle persone che sono già state intervistate o che si pensa d’intervistare per il film:
Adam Duritz e Ben Mize dei Counting Crows, Beverly D’Angelo, Billy Idol, Charlie Sheen, Christina Applegate, Chuck E. Weiss, D.H. Pellligro dei Dead Kennedys, Dave Grohl dei Foo Fighters, Dave Navarro degli Jane’s Addiction/Chili Peppers, Dick Rude degli Repo Man, Drew Barrymore, George Drakoulias, Gibby Haynes dei, Butthole Surfers, Gil Norton, Guns ‘N’ Roses, Harry Dean Stanton, Iggy Pop, Jim Jarmusch, Joe Santiago dei The Pixies, John Taylor dei Duran Duran, Johnny Depp, Josh Richmond, Kate Moss, Katey Sagal, Keanu Reeves, Keith Morris dei The Circle Jerks, Lenny Kravitz, Leonardo DiCaprio, Lily Hayden, Martyn Lenoble dei Porno For Pyros, Masters Of Reality, Michael Des Barres, Mick Jagger, Nancy Sinatra, Norman Reedus dei The Walking Dead, Oasis, Pete Weiss & Bob Forrest dei Thelonious Monster, Rick Rubin, Scott Weiland degli Stone Temple Pilots, Simon Le Bon, Steve Jones dei Sex Pistols, The Pussycat Dolls, The Red Hot Chili Peppers, The Wallflowers, Tobey Maguire, Tom Waits, Tommy Stinson dei Replacements.

La Fallout Entertainment è la compagnia di produzione del nostro progetto formato da un team di produzione sorprendente guidato da Bill Fishman, proprietario della Fallout.
Stiamo intervistando un sacco di celebrità che hanno poco tempo però da dedicarci a causa dei loro impegni. Questo potrebbe far ritardare la data di uscita” spiega Olivia, ”C’è un sacco di sostegno da parte di professionisti del settore d’intrattenimento, inoltre tutto quello che dobbiamo girare è proprio qui, a Los Angeles, quindi,riusciremo a coprire molti dei costi di produzione. Assicurare poi la distribuzione di solito è anche una sfida, ma abbiamo già un paio di grandi distributori interessati al progetto”.

Video:

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An insider’s view of a notorious Hollywood watering hole, the world famous Viper Room on the Sunset Strip, in it’s star studded heyday

Repo Man star Olivia Barash is directing a full-length documentary film for Fallout Entertainment, FRIENDS OF THE VIPER ROOM

If you were getting past the velvet rope outside of Hollywood’s elite watering hole, the world famous Viper Room, on the Sunset Strip in the 1990’s, you found yourself at party central. Johnny Depp originally opened his intimate venue to have a cool place to hang out with his buddies and play or listen to the best music around. Chances were good that if you were a “Friend of the Viper Room”- that was what we called the club’s guests who got access to the tiny back office of the nightclub – you may have been even more famous than the bands playing on the stage. Around this time I was hired as the club’s Promoter and V.I.P. Liaison and I am now making a fun and unique musical documentary which will get anyone that watches it behind that velvet rope!
Impromptu and Laid Back
One never knew what to expect, but entertainment at it’s finest was always guaranteed. It was impromptu and laid back and simply the best club to see some first class live music up close and personal. Whether it was an amazing blues band or an up and coming rock act or a sizzling burlesque dance show, Depp’s down to earth vibe made all feel welcomed.
Unknown bands like Kara’s Flowers (Maroon 5), The Wallflowers, The Pussycat Dolls, Counting Crows, The Black Eyed Peas and many more were launched into stardom from that small stage in the best sounding room in town. SPOILER ALERT: we have some exclusive never before seen footage of these exact shows!
A really good night!
On a really good night, some of the “friends” would take the stage for surprise performances, like Mick Jagger, Flea from the Red Hot Chili Peppers, Billy Idol, or Iggy Pop. You couldn’t buy a ticket in advance for these spectacular shows. You just had to be lucky to be in the right place and at the right time (which was usually real late at night at the Viper – just before closing – when the surprise guests took the stage).
Why was The Viper Room the hub for Hollywood’s who’s who?
So kickback was the environment that even some of the V.I.P. regulars, like Christina Applegate and Adam Duritz took jobs working behind the bar and The Walking Dead’s, Norman Reedus used to pass out flyers for the club.
The reputation of the Viper Room was overshadowed by a terrible tragedy, early on, with the passing of River Phoenix, just outside it’s doors. A dark cloud replaced the good times and the local clientele was replaced by tourists toting cameras, snapping away at the young star’s final resting place.
Archival Footage and Interviews
We have begun the process collecting archival footage shot at the club, accessing whatever house camera footage is available and shooting new interviews with the clubbers, film-stars, celebrities and rock ‘n’ roll legends who frequented the club.
Viper Room Reunion Concert!
A huge part of the movie will be the first ever Viper Room Reunion Concert that we will stage and film with the help of many of the great acts who played the club back in the day! Intercut within the documentary will be some guaranteed amazing new performances and collaborations that will help celebrate and memorialize this truly special place. After helping make this documentary a reality and watching the finished movie you will truly be able to say that you are now a “Friend Of The Viper Room”!
Interviewees (listed alphabetically):
Below is a list of some of the folks we either already interviewed or plan to interview for the film:
Adam Duritz and Ben Mize of Counting Crows, Beverly D’Angelo, Billy Idol, Charlie Sheen, Christina Applegate, Chuck E. Weiss [interviewed]Ö, D.H. Pellligro of Dead Kennedys, Dave Grohl of Foo Fighters, Dave Navarro of Jane’s Addiction/Chili Peppers, Dick Rude of Repo Man, Drew Barrymore, George Drakoulias, Gibby Haynes of Butthole Surfers, Gil Norton, Guns ‘N’ Roses, Harry Dean Stanton, Iggy Pop, Jim Jarmusch, Joe Santiago of The Pixies, John Taylor of Duran Duran, Johnny Depp, Josh Richmond, Kate Moss, Katey Sagal, Keanu Reeves, Keith Morris of The Circle Jerks, Lenny Kravitz, Leonardo DiCaprio, Lily Hayden, Martyn Lenoble of Porno For Pyros, Masters Of Reality, Michael Des Barres, Mick Jagger, Nancy Sinatra, Norman Reedus of The Walking Dead [interviewed]Ö, Oasis, Pete Weiss & Bob Forrest of Thelonious Monster, Rick Rubin, Scott Weiland of Stone Temple Pilots, Simon Le Bon, Steve Jones of the Sex Pistols, The Pussycat Dolls, The Red Hot Chili Peppers, The Wallflowers, Tobey Maguire, Tom Waits, Tommy Stinson of The Replacements
Fallout Entertainment
Fallout Entertainment is our project’s production company and has been up and running for the last twenty-five years, making feature films, music videos and commercials. An amazing production team is working on this project, led by Bill Fishman, owner of Fallout.
Your Contribution Of Funds                                                                                                       Your contribution of funds will enable us to continue shooting and complete principle photography of the film. We have many cool rewards, all project-related, for supporting the production of our documentary film. Check out the rewards column for more details. Please remember that Kickstarter will only allow us to accept your contribution to fund filming if we meet our ultimate financial goal. If we fall short of that goal, we cannot accept any of the funds raised, here on Kickstarter, to make our movie. So, please take note that nothing is too little or too much.
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Update – Johnny Depp in “Don’t Say No Until I Finish Talking: The Story of Richard D. Zanuck” – World Premiere Tomorrow

hjIl produttore veterano Richard D. Zanuck è scomparso l’anno scorso all’età di 77 anni. Guidò Steven Spielberg durante le sue prime esperienze sullo schermo (tra cui “Lo squalo”, per i quali Zanuck ricevette il suo primo Oscar), vinse l’Oscar per “A spasso con Daisy” e ha collaborato con registi come Tim Burton, Ron Howard, Clint Eastwood, Sidney Lumet e William Friedkin.
Nessuna sorpresa, quindi, che TMC abbia deciso di celebrare la sua vita e la sua carriera con un documentario originale.Ovviamente un lungo elenco di star omaggeranno Zanuck nel documentario: i registi Howard, Eastwood, Burton e Friedkin, i colleghi produttori come Sherry Lansing e Tom Rothman, e una lunga lista di attori, da Johnny Depp a Michelle Pfeiffer .

Update:
Don’t Say No Until I Finish Talking: The Story of Richard D. Zanuck” sarà presentato in anteprima domani 28 Aprile al  TCM  Classic Film Festival, all’ Egyptian Theatre alle 4:15 pm. Subito dopo si terrà una discussione con il regista  Laurent Bouzereau, e la figlia Lili Zanuck.

L’8 maggio alle 8 p.m. invece, il documentario sarà mandato in onda suuu TCM Tuner Classic Movie, seguito da A spasso con Daisy, il film che ha fatto vincere un Oscar a Zanuck,  e da una ri-messa in onda di Don’t Say No Until I Finish Talking: The Story of Richard D. Zanuck.

Con Johnny ha lavorato nei film: La fabbrica di cioccolato , Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street, Alice in Wonderland e Dark Shadows.

Oscar-winning producer Richard D. Zanuck to be celebrated in TCM doc ‘Don’t Say No Until I Finish Talking’ will have its TV premiere on May 8.

TMC Classic Film Festival -28 April:

Cattura

Don’t Say No Until I Finish Talking: The Story of Richard D. Zanuck will premiere on Turner Classic Movies on Wednesday, May 8, 2013 at 8 p.m. EDT. We heard last year, after Mr. Zanuck’s death, that Johnny had contributed an interview for the documentary.

After the documentary, TCM will air Driving Miss Daisy, one of Zanuck’s Oscar-winning Best Pictures, followed by a re-airing of Don’t Say No Until I Finish Talking.

Thanks to JD-Zone | Fonte

Johnny Depp in “Don’t Say No Until I Finish Talking: The Story of Richard D. Zanuck”

hjIl produttore  veterano Richard D. Zanuck è  scomparso l’anno scorso all’età di 77 anni.  Guidò Steven Spielberg durante le sue prime esperienze sullo schermo (tra cui “Lo squalo”, per i quali Zanuck  ricevette il suo primo Oscar), vinse l’Oscar per “A spasso con Daisy” e ha collaborato con registi come Tim Burton, Ron Howard, Clint Eastwood, Sidney Lumet e William Friedkin.
Nessuna sorpresa, quindi, che TMC abbia deciso di celebrare la sua vita e la sua carriera con un documentario originale.
Don’t Say No Until I Finish Talking: The Story of Richard D. Zanuck” sarà presentato in anteprima il mese prossimo al  TCM Classic Film Festival a Hollywood,  e sarà trasmesso in  TV  l’ 8 maggio. Il regista è Laurent Bouzereau, Spielberg il produttore esecutivo.
Ovviamente un lungo elenco di star omaggeranno Zanuck nel documentario: i registi Howard, Eastwood, Burton e Friedkin, i colleghi produttori come Sherry Lansing e Tom Rothman, e una lunga lista di attori, da Johnny Depp a Michelle Pfeiffer .

Con Johnny ha lavorato nei film: La fabbrica di cioccolato , Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street, Alice in Wonderland e Dark Shadows.

Oscar-winning producer Richard D. Zanuck to be celebrated in TCM doc   ‘Don’t Say No Until I Finish Talking’ will have its TV premiere on May 8.

When veteran producer Richard D. Zanuck passed away last year at the age of 77, Hollywood lost a long-serving mover and shaker. In a career spanning over half a decade, he headed 20th Century-Fox in the 1960s (greenlighting “The Sound of Music,” among others), shepherded Steven Spielberg’s first features to the screen (including “Jaws,” for which Zanuck received his first Oscar nod), won the Oscar for “Driving Miss Daisy,” produced the Academy Awards himself and collaborated with directors including Tim Burton, Ron Howard, Clint Eastwood, Sidney Lumet and William Friedkin.   Meanwhile, as the son of legendary producer Darryl F. Zanuck — who produced over 200 features in his time, including such classics as “All About Eve” and “The Grapes of Wrath” — Zanuck was a rare working link to authentic Old Hollywood royalty. No surprise, then, that TCM should choose to celebrate his life and career in a new original documentary.

“Don’t Say No Until I Finish Talking: The Story of Richard D. Zanuck” will premiere next month at the TCM Classic Film Festival in Hollywood, before having its TV premiere on the channel on May 8. The director, Laurent Bouzereau, is well-versed in making-of documentaries, and has done many a behind-the-scenes feature on Steven Spielberg’s work; Spielberg himself, meanwhile, acts as an executive producer.   Spielberg, of course, also features on the documentary’s all-star list of talking heads, which includes directors Howard, Eastwood, Burton and Friedkin, fellow producers like Sherry Lansing and Tom Rothman, and A-list stars ranging from Johnny Depp to Michelle Pfeiffer. That’s in addition, of course, to extensive interview footage with Zanuck himself. Remembrances of his father — who hired Zanuck for the Fox position at a young age, only to fire him after a series of late-60s musical flops — will be on the agenda.   Says Bouzereau: “Dick Zanuck humanized what it is to be a producer. When he passed away, it was not a page of Hollywood history that was turned, it was an entire volume that was closed.”    The film’s TV premiere on TCM, meanwhile, will be followed by airings of three of Zanuck’s most significant films. “Cocoon” and “Driving Miss Daisy” don’t exactly need the extra exposure, but it’s nice to see Zanuck’s first film as a producer, the 1959 thriller “Compulsion,” in the mix: a taut, thinly disguised adaptation of the infamous Leopold-Loeb murder case that arguably holds up better than Hitchcock’s earlier, comparable “Rope,” it’s worth seeing for a number of reasons — not least the performances of Dean Stockwell, Bradford Dillmann and Orson Welles, who jointly won Best Actor at Cannes. Cosier mainstream fare would dominate Zanuck’s producing output, so it’s nice to see TCM reflecting the range of his work and influence.

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